Il Governo senza alcuna eccezione, meglio non fidarsi

Salvare l’ irreversibile

Martedì 5 Ottobre 2020/ di Giuseppe Rigotti

Come cita il vecchio detto ‘Fidarsi è bene non fidarsi è meglio’ senza alcuna eccezione -aggiungo come postilla di fatto-.

‘Siamo alle solite linee guida di un Governo piegato a poltrone e rimpasti per deleghe da attuare’

Ancora chissà per quanto, dove non ci sono giocatori capaci nè riserve responsabili ma di cui resta la spocchia dell’ uomo in più che ad Oggi manca. Il nodo cruciale riguarderà la questione di dover elargire un gruzzolo di 209 miliardi calati nella tempesta del Recovery fund.

La catastrofe economica non è ancora cominciata, ma il piede sinistro ci casca perfettamente dentro. Dobbiamo convincerci del cospetto di un Governo sofà che nel tira e molla è preso a mantenersi il più tempo possibile evitando collisioni già evidenti.

Riprendendo per un attimo il filosofo Cacciari e il suo ultimo libro “Il lavoro dello spirito” è possibile avere una delucidazione attiva e mai banale; in cui si spiega che la vocazione politica non deve estraniarsi dal lavoro intellettuale che passa per la formazione necessaria a non subordinarsi al solo comando della professione, che spesso influenza il riconoscimento valido per la libertà costruttiva.

Ormai gli Italiani sono smarcati dalle preferenze partitiche e tra l’ altro sanno di dover far fronte all’ enorme peso futuro (oltre ventennio) di un debito pubblico esponenziale rispetto ai rispettivi membri Europei.

Giù la maschera, l’ Italia è un modello di paese nel pollaio della grande finanza che grazie al cielo continua a prestarci quattrini ma che noi sperperiamo disobbedendo all’ agenda concreta di portare lungimiranti investimenti nel paese. L’ Europa digerirà il singhiozzo oppure interverrà per l’ Ultimatum?

Un’ occasione per volta come dicono i meno distratti. Ci resta da remare velocemente per salvare l’ irreversibile senza insinuare male, altrimenti l’ ultimo giro di boa -non ci basterà-.

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Perché Domani, l’ azzardo sta per compiersi

Sta per nascere Domani, il giornale che ‘tutti temono’

Mercoledì 9 Settembre 2020/ di Giuseppe Rigotti

“I giornali sono il sale della democrazia” il fulcro delle idee libertarie e contrastanti (aggiungerei) ma senza di essi non riusciremmo ad apprendere neanche mezza notizia, nè tantomeno ad esprimere le considerazioni più critiche a noi stessi.

Nonostante la pesante crisi che li accerchia causa anche la tanta fruizione gratuita del digitale, chi legge un giornale sa benissimo che il conto in termini di opinioni è ben servito. Sta per nascere Domani il nuovo inserto della carta stampata che per la categoria scoppietterà negli abbonamenti e che avrà lettori di sinistra con lo spauracchio di un giustizialismo accanito.

Finalmente sta per compiersi l’ azzardo che tutti temono e che investirà in larga parte il portafogli dell’ editore De Benedetti nel delicato momento che attraversa il paese. Intanto gli antagonisti profanano che l’ impresa sarà il nuovo fondo pensionistico dell’ ingegnere e che la scelta del giovane direttore S.Feltri sia dovuta dal fatto che oltre ad essere uno che si impegna anima e corpo sia sopratutto un consapevole esperto economico in grado di sgomitare i concorrenti nelle cifre di uscita. Ora prima di sparare a salve sui comportamenti morali, va ricordato che l’ ingegnere è un uomo avveduto ancora lucido in grado di usare perfettamente il cervello.

Sta nascendo nella sua organicità qualcosa di nuovo e temerario per le controparti dell’ informazione, perché temerario? In fondo quale giornale non frusta i peccatori altrui?

Non avvaliamoci neanche del polifemo di turno, chiacchierone e fazioso; altrimenti finiamo per anticipare malissimo dei fatti ridicolizzando anche il Domani. Tanto il 15 Settembre è (perlopiù vicino) da segnarlo -in grassetto-.

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Il ricatto dei Parlamentari

Il ricatto, il taglio dei parlamentari e il movimento collassato

Venerdì 28 Agosto 2020/ di Giuseppe Rigotti

Quello che è assurdo purtroppo resta reale. Da circa due anni i pentastellati hanno dimostrato le meschine virtù di un motto ormai sbriciolato “onestá, onestà, onestà” per poi fare il contrario di ció che annunciavano nelle riunioni, cedendo talvolta a pressioni sempre meno solventi per il nostro paese. È la politica di Mestiere (voi direte).

Ma questa volta ci risiamo con i soliti giochetti di palazzo mettendo in piedi un -referendum- di distrazione di massa 20-21 Settembre per il taglio dei parlamentari, mese che avrebbe dovuto incidere nella potenziale ripartenza ma ormai di potenziale non ci resta proprio nulla stando ai drammatici dati che affliggono la nostra economia.

Cari grillini se proprio volete abbattere i costi della casta non pensate di farlo scarabocchiando sulla Costituzione, potete però farlo cominciando dal taglio degli stipendi parlamentari (tutti intendo) togliendo manforte al troppo ozio che vi circonda; per non parlare dello spreco dei rimborsi inerenti a viaggi, parrucchieri e pernottamenti esclusivi. In fondo continuate a inzuppare le dita nella marmellata più ghiotta. Mai che si parli dei giovani incatenati dall’ illusione di trovare un impiego che non c’ è .

Tant’ è che l’ istrionismo della politica preferisce occuparsi delle pensioni degli ultra sessantenni privilegiati demonizzando questi ultimi come dei “bamboccioni” oppure degli “irresponsabili”.

Ma da sempre la cultura è la comprensione più vivace, per cui una mente alla volta finisce per scappare all’ estero. Ecco il danno irreversibile, la fuga del capitale umano. E sappiamo benissimo che un paese senza capitale umano si atrofizza fino a crepare.

Diciamocela una volta per tutte, il reddito di cittadinanza indica un rattoppo per i mezzi consumi mirati ma non per la crescita dell’ intero indotto economico. Così il sole scotta dalla parte dell’ Esecutivo e proporre di tagliare i parlamentari è il vero ricatto per cercare di rafforzare la propria autonomia senza discutere con gli altri. Un modo per avanzare i propri uomini di gruppo.

Da un lato la sfida perentoria, dall’ altro il futuro del movimento collassato che presto potrebbe tornarsene a casa.

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Ora o mai più, ribaltare le vacanze all’ Estero

Stop alle vacanze all’ estero, i giovani scelgono l’ Italia

Venerdì 31 Luglio 2020/ di Giuseppe Rigotti

Di fronte al mostro pandemico i giovani stanno dimostrando di avere la guida del timone, mentre il Governo impatta nella proroga dello stato di emergenza. Sebbene bersagliati per spirito di intraprendenza, sono proprio loro, (grazie al cielo i giovani) ad incoraggiare i consumi non rinunciando all’ombelico della libertà nell’estate che sembrava ormai smarrita. La meta appuntata resta quella tra cibo, aperol, e luoghi monumentali d’Italia da cui trarre selfie più alla mano. E se preoccupati per i rincari delle strutture alberghiere l’ alternativa è un B&B con tanto di colazione, sconti per la cena, disponibilità di accesso al servizio navetta anche nelle ore notturne.

Questo slancio avventuriero in un momento storico così difficile non può passare come spartiacque morale, nè tantomeno essere il sorpasso netto per l’ intera economia; ma di certo i giovani drizzano le antenne in “soccorso” dell’abito che veste la patria. Il Sud accelera nella filiera turistica con l’aumento delle presenze giovanili: capace di stravolgere velocemente le abitudini più comuni con la determinazione di ribaltare anche le vacanze all’ estero.

È l’occasione per autoconvincersi a non partire oltre i confini, scoprire le città -museo che poggiano sullo stivale.

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La Cultura nella scintilla mediatica

Il tema è molto preoccupante, dato che a progredire sono i consumi giornalieri e non la Cultura in assenza di ‘veri quattrini’

Mercoledì 22 Luglio 2020/ di Giuseppe Rigotti

Prendersela con la Cultura come baruffa di insulti.

Francamente poco importa la questione ‘Ferragni’ alla visita degli Uffizi, in atto la marea di insulti provenienti da un retaggio culturale che aderisce al popolo di seguaci mentecatti che ci provano a tutti i costi a divenire ‘esseri superiori’ nella calca dei più brillanti. Ma neanche si avvicinano.

Il tema è molto preoccupante dato che a progredire sono i consumi giornalieri e non la cultura, ancora accessibile dai pochi estimatori e arenata per incapacità di portare i giovani alla fruizione museale nella ricerca della bellezza, attraversando i secoli più operosi del patrimonio inestimabile che abbiamo ereditato, in cui ancora primeggiamo senza avere eguali nel mondo.

A cuor pieno (noi tutti) ci aspettiamo un rilancio fulmineo e senza precedenti che possa fare da tramite per le nuove generazioni in chiave di salvacondotta sopperendo ad una tale politica-bacchettona che preferisce riempirsi la bocca a suon di fuffa anziché metterci veri quattrini.

Puó bastare ?

(No) senza scintilla mediatica. Il dato di fatto è che avremmo bisogno di volti celebri per inaugurare, promuovere, sensibilizzare un mercato ancora di ‘nicchia’ così importante;

la partita va vinta comunque, anche se in confusione per la vasta scelta delle réclame pubblicitarie.

La Cultura con le sue eccellenze deve filtrare nella comunicazione più trasversale, poi però tornare nella prima carrozza di quel treno passeggero; altrimenti ogni fermata sarà una scusa plausibile per poter scendere e fare altro.

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L’ Italia s’ è desta dal clima appannato

Nuovi colpi di ammaccatura per l’ Italia in termini di innovazione, rilancio, progettazione. Il vero ostacolo è la ‘burocrazia’

Martedì 14 Luglio 2020/ di Giuseppe Rigotti

Ad oggi mi stupisco del clima appannato che attanaglia l’ Italia, non più soltanto fuori corsa; ma che presenta nuovi colpi di ammaccatura nei reciproci termini di innovazione, rilancio, progettazione delle macro-infrastrutture. Tutto perfetto e poco convincente per gli Italiani. Capiremo l’ audace avvento?

C’ è un paese che vuole a tutti i costi ritornare alla luce con la naturale limpidezza, ma si continua lentamente a parare su formulette campate in aria pur di non perdere consenso e prestigio accademico per il lavoro svolto dalla -task force- nelle sedute di consulenza a porte chiuse.

Così, a distanza di non molto, ci pensa la cancelliere tedesca Angela Merkel a suonare il ‘Clacson’ annunciando di continuare avanti nei colloqui e superare la crisi economica attraverso il ripristino efficace di un mercato europeo nella coordinazione più stretta.

Ma se da un lato incombe l’ Europa a senso unico pur provandoci, dall’ altra parte in Italia stentiamo una volta e per tutte a smantellare la grande ganascia della burocrazia di cui i Governi succeduti in questi anni, hanno preferito girarci lungo e in largo senza combinarla davvero giusta: è difficile spiegare ad un tedesco, la complessità ingombrante di una trappola che batte chiodo su tutti i fronti.

Paghiamo manovre di arretratezza, mentre altri paesi sparano investimenti all’ avanguardia completati in anticipo.

Illusioni e paure?

La burocrazia resta una montagna a vista figurativa imponente che rischia di intimidire le idee più congeniali per un rilancio di emergenza che avvenga nei grandi fatti di cornice pragmatica. L’ Italia s’ è desta o smetta di attendere ‘scadenze’.

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Roma nella morsa dei sondaggi

La capitale amministrata nei sondaggi, a rischio la Raggi

Martedì 7 Luglio 2020/ di Giuseppe Rigotti

C’ era un tempo in cui patire la smania del potere sembrava piacevole, ora la sindaca Raggi è piegata. Si trova nella morsa di una Roma bollente nei sondaggi più disperati.

Risultato tirato a ciclo per i tanti colpi di No subiti negli anni a cui i cittadini si sentono rassegnati a non veder rispondere, eppure la giunta capitolina non ammette e anzi, continua a vigilare i suoi per non tradire il fautore (appunto la Raggi) nei fatti (non) compiuti. È la fine del ballo in maschera.

A distanza di quel profetico 2016, anno di insediamento improntato sul ripristino di Roma, la città resta bandita all’ immagine di ‘rilancio’ e poco conta se ideologicamente in manette per opere ed infrastrutture mai pensate. Come se fare qualcosa di utile per la città, fosse il gigante di tutti i problemi; per non parlare del mancato recupero dei crediti a fronte di una cassa erariale già smarrita negli anni.

Come riportato da qualcuno più saggio e sentimentale, corre veloce il cavallo e i mortali si limitano a sbirciare dal binocolo offuscato.

Stando alle ultime analisi di sondaggio compiute da il Sole 24 Ore per livello di gradimento dei politici attuali, la sindaca risulterebbe al penultimo posto per meno 29 punti rispetto al dato elettorale che le consentirono la vittoriosa guida della capitale scarpinando l’ allora ballottaggio.

Da qui al prossimo anno sbarellare è di pari indizio, occhio però alle sassate e alla graduale logica di patire l’ uso di un potere amministrativo così grande e allo stesso tempo difficile da gestire. Roma incombe nel cammino degli audaci, talvolta affossando i malcapitati nelle sventure più tristi.

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Mondragone ostacola Matteo Salvini

Il leader politico costretto a sospendere tra ‘insulti e grida’

Martedì 30 Giugno 2020/ di Giuseppe Rigotti

Occasione persa. Nella giornata di Ieri il leader politico della lega Matteo Salvini ha messo piede storto nella cittadina di Mondragone, è stato accolto furiosamente tra gli insulti insaziabili di una cittadina promiscua più viva che mai. Un coro esaustivo che elabora scelta politica:

‘Vai via sciacallo’ ‘Vai via’.

Ma davvero il leader si è fidato del pessimo istinto di celebre patinato del selfie?

Direbbe questo un -uomo del sud- rinsavito che vede imbucarsi un delegato extraterritoriale, perché in fondo, la rappresentanza quella vera va goduta con la schiena dritta sul territorio (e non occasionalmente allo sprono delle strategie del politicante santificato).

Quella di Ieri è la dimostrazione che la politica al Sud è ancora un argomento serio e recepito, premiato sulla partecipazione unanime nelle complessità e contraddizioni.

“Non vogliamo militari, ma medici e servizi sociali” –gridava la folla

Il segnale è arrivato forte e chiaro facendo drizzare le orecchie a chi chiedeva non molto tempo fa l’ esercito spianato a spionaggio e le armi puntate per intimidire. La sicurezza delle strade deve essere ampia su scala di efficienza in cui è importante la conoscenza del territorio dove il presidio è scarsamente privo, e di abbandono. Altrimenti si rischia di cadere nelle mani di chi genera un tale panico indefinito.

Occorre la svolta dei servizi essenziali passando per la sanità, la mobilità dei trasporti, la priorità ad avere una casa ecc di ció che stentiamo ad organicare. Il resto è aria fritta alzata male.

D’ altra parte il detto nulla accade per caso è una propria occasione per sentire polso; alla prossima il leader leghista prima di decidere di tuffarsi per le strade del Sud ci penserà ben due volte e lo farà nell’ infinito calcolo che lo porterà a zero.

Ció accade ed è quasi inevitabile, perchè la storia nel vero torna con il suo indice di gradimento, pervadendo nell’ unico tessuto politico e sociale.

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‘ordine e disordine’ del Giornalismo, Vittorio Feltri si dimette

Vittorio Feltri si dimette dall’ Ordine dei giornalisti, vincono i moralisti

Sabato 27 Giugno 2020/ di Giuseppe Rigotti

I lettori sanno perfettamente che visto parecchio da vicino il giornalismo è un peso morto, e lo sarà il doppio con le dimissioni di Vittorio Feltri all’ Ordine disciplinare dei giornalisti. Non è possibile che ció accada, e perlopiù accettando che un uomo così nel mestiere venga ridotto al gabbiotto della penitenza.

Vittorio Feltri che ci piaccia oppure no, è un giornalista senza peli sulla lingua che batte articoli in assenza di un taccuino su cui abbozzare, passando per l’ intelligente maestro all’ essere esuberante pistolero con una forma di ispirazione congenita al talento. Immaginatelo come un vero protagonista western che a viso aperto si pone in pericolo sul campo. Che si tratti di scrivere o interagire con i media, egli divide nelle opinioni marcando riflessioni, frasi, e aneddoti vissuti senza eseguire -fronzoli-.

A non convincere nessuno è quel velo pietoso, ormai steso da alcuni moralisti in alto alla gerarchia degli ‘uffici traballanti’ che un po’ per gusto e un po’ per orribile giuoco ci provano a bastonarlo, chiedendo già da tempo la sua sospensione come professionista.

Questo accade quando la libertà di espressione non viene acquisita del tutto, quando ormai è asciutta dalle logiche di una certa cultura politica che strumentalizza a suon di voti e passaggi televisivi.

Il noto giornalista annuncia di dover lasciare l’ ordine ODG, che ha spesso censurato le sue osservazioni intralciandolo come uomo libero. Messo così, quali sono i limiti?

Sarebbe fin troppo riduttivo far scivolare il sentimento morale di un uomo così in basso. Feltri resta per alcuni il maestro e per altri l’ inventore di un linguaggio a macchia di iena, ma di certo una figura di riflessione esasperata per quel che ne verrà del disordine casta pre-giudiziosa. Ci auguriamo che possa continuare a scrivere con il guizzo brillante della sua scrittura, al di là di ogni autorizzazione emanata da un tribunale poiché “abusus non tollit usum.

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Involucro Cina

La Cina assume un ruolo sempre più decisivo per la politica estera

Martedì 23 Giugno 2020/ di Giuseppe Rigotti

La Cina manforte dell’ Asia continua ad assumere un ruolo sempre più decisivo per lo sviluppo economico globale?

Non è affatto scontata la domanda, visto e concesso che i mercati di tutto il mondo sono pieni di prodotti a prezzi estremamente inferiori con l’ etichetta –made in china-.

Una vera e propria potenza paternalistica (citando il bravissimo Rampini) che ha saputo rimodellare nell’ età moderna le priorità future di una civiltà rossa in cui i doveri diventano brand di un collettivismo di carattere fiducioso (anche se ultimamente qualche problemino viene fuori).

A colpirci, è la capacità diplomatica di tessere legami a tempo pluridecennale e intavolare congressi che rendano invogliante il mercato Internazionale mentre dall’ altre parte gli “USA” avvertono il pericolo di non essere più i monopolisti delle grandi borse della finanza per riferimento.

Non sono le grandi corporazioni della Silicon Valley a rimpinguare rapporti commerciali con la Cina?

Poca cosa è rammentare per chi sa giocare in anticipo; esclusiva di industrie colossali a stelle e strisce, che hanno preso vantaggio per la ricerca della manodopera con dei costi competitivi, tra l’ altro battendo flotta per la ricerca e partecipazione delle infrastrutture e avanguardie della tecnologica: ora la grande distribuzione oltreoceano non può farne a meno.

Nei prossimi anni avvenire, l’ Occidente sarà inghiottito completamente dall’ onda di digitalizzare le vite dei cittadini in nome di efficienza e velocità che rischierebbe di farci sbattere, e al contrario portarci su un binario di arretratezza delle risorse perché non penetrabili alla stessa velocità di conoscenze e formazione. Occorre azionare nel nostro paese una nuova leva di programmazione strutturata o altrimenti ne usciremo barattando la cancellazione di ulteriori posti di lavoro per crearne ‘pochi nuovi’.

Dopo la pandemia innescata a Wuhan e le mancate notizie trapelate sui tangibili dati dei contagiati, il ‘vaso cinese’ si crepa. Gli Stati Uniti rispondono a colpi di cannoni tassativi applicando la manovra dei dazi, con il supporto della politica Europea nelle riproposte per le trattative commerciali.

E noi da che parte stiamo?

Per noi Italiani l’ appartenenza ai valori Occidentali di libertà democratica è fondamentale; viene ancor prima di ogni affare e sensibilità commerciale. La coesione con la capogruppo USA è indispensabile e consolidata.

Alla Cina intesa come involucro ingombrante di tutto ciò che ne conseguirà la gigante marcia, per non giocarla male, ci toccherà la villanata a sbattere il portone e indurre le nostre economie ad un equilibrio più a Occidente. Credete sia possibile?

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