Susanna Tamaro -evoca- la buona scuola nel suo nuovo libro ‘Alzare lo Sguardo’

E’ nella classifica Best seller l’ ultima fatica letteraria della scrittrice Susanna Tamaro ‘Alzare lo sguardo’ (Solferino Editore) è un libro interessante, rivoluzionario nelle parole.

In un paese scompigliato non solo dalla politica, l’ autrice sente l’esigenza di fare un appello alle nuove generazioni sconnesse dai desideri, dai sogni, dalla possibilità di sentirsi –se stessi-. Soprattutto di come la scuola abbia negli anni rovesciato gli ideali di persistenza e stimolo alla creatività.

”L’ emergenza di tornare ad -appassionare- rivolto agli insegnanti,il diritto di crescere per i giovani;un presente dove la memoria,il rigore e la fatica sono scopritori di anime. Il ritorno all’ Insegnamento fondamentale per intuire”.

La speranza di un nuovo patto possibile tra le generazioni, partendo dal concetto di ribellione. Infatti la nota scrittrice rammenta gli anni difficili del suo percorso scolastico, anni in cui si è scoperta innovatrice con la possibilità di alzare, appunto, lo sguardo.

Susanna Tamaro è nata a Trieste nel 1957 e ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, diplomandosi in regia. Per dieci anni ha lavorato per la televisione, realizzando documentari scientifici. I suoi libri hanno venduto milioni di copie in Italia e sono stati tradotti in tutto il mondo. Ricordiamo in particolare: Per voce sola, Va’ dove ti porta il cuore, Rispondimi, Fuori, Ascolta la mia voce, Luisito, Per sempre. Nel 2000 ha istituito la Fondazione Tamaro, ente che si alimenta esclusivamente con i diritti dei suoi libri e eventuali donazioni, contribuendo allo sviluppo di progetti a favore dei più deboli.

di Giuseppe Rigotti

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Apriamoci al Mondo, le parole del maestro ‘Riccardo Muti’

Durante il dialogo per la presentazione del suo ultimo libro ‘ L’ infinito tra le note, il mio viaggio nella musica’ avvenuto alla Sala Buzzati- Fondazione Corriere della Sera a Milano, il maestro Riccardo Muti è intervenuto dicendo:

‘Dobbiamo aprirci al mondo e competere, uscire dal cerchio in cui ci diciamo quanto siamo bravi, siamo un paese serio, forte, mi batto da sempre per la credibilità del nostro paese anche nella musica, noi non siamo quelli del vincerò’

Il libro edito da Solferino è in uscita il 23 maggio, non è solo un’ autobiografia, ma un saggio in 8 lezioni sui misteri e le curiosità della musica, i ricordi più intimi ponendo attenzione alla sua grande esperienza di direttore. Poi il sogno ‘realizzato’ di creare un’ orchestra di giovani musicisti italiani e una solida Accademia dell’ opera italiana in un Paese che spesso dimentica il ruolo dell’ arte.

Muti, 78 anni a luglio, nato a Napoli è il direttore musicale di prestigiose orchestre Internazionali e del Teatro alla Scala. Dal 2010 direttore dell’ Orchestra Sinfonica di –Chicago.

‘Dirigere significa in fondo indirizzare, dare indicazioni e poi assecondare l’ orchestra. Ma dirigere nel senso di creare è molto difficile, devi prendere suono da strumenti che sono nelle mani degli altri’ . – conclude il maestro-

di Redazione

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