I maturandi nel tempo sospeso, digitale o meritocrazia?

Certamente non si potrà fare tabula rasa per la disputa digitale

Venerdì 19 Giugno 2020/ di Giuseppe Rigotti

Non sarà prontamente facile per i maturandi dei profetici esami dimenticare l’ anno avventato, trascorso tra deviazioni di programmi, autorevoli incertezze e interrogazioni schermatiche per effetto di pandemia in lockdown. La certezza che permane riguarda la mancanza delle colpe da rimproverare, e certamente non si potrà fare tabula rasa per la disputa digitale.

È andata così e nulla è così scontato, tirando complessivamente fuori il massimo del lavoro svolto dagli “avventurosi insegnanti” eccellenti per sterminata passione e dedizione. Una categoria che ha ancora degli strappi per quanto riguarda i salari statali in Europa. Dopo la fine degli esami?

Ostacolo

In questo paese ricco di programmi e stimoli finché c’ è riserva al minimo non ci si deve svilire, tuttalpiù da giovane impallidito che conclude il ciclo di formazione (vale stesso discorso) per il maratoneta che allunga alla laurea.

Sappiate riconoscere che dove prepondera un ostacolo che rompe gli equilibri di sentirsi arcieri entusiasti delle proprie esperienze, altresì prepondera la caparbietà a non mollare; qualcosa inevitabilmente frena con la possibilità di affrontare sfide più complesse in cui imparerete a padroneggiarvi per preparazione e sapere. È la sicumera arrogante ad alzare lo sguardo, e che va oltre il lavoricchio di turno. Per fortuna avrete da decidere della vostra meravigliosa vita soltanto a capo di settembre.

Sempre per esperienza, si confida che vi troverete inopportunamente un ostacolo mostruoso da fronteggiare: la meritocrazia in Italia piaga ingombrante di sforzi e delusioni, fredda sintesi consueta sia che riguardi un concorso pubblico o un concorrenziale del privato. Ma non badate agli ingrati, vecchi turpi che tramandano per costume sfalsato “Con la cultura non si mangia” codice machiavellico di chi si profila invasato dal poco credito che ha di se stesso.

Allerta

Comprenderete dunque che l’ armonia è un bene da intendere passo dopo passo.Chi più chi meno passerete per il tempo sospeso a riflettere su scelte digitali e nuove integrazioni nel mercato del lavoro.

L’ attuale Presidente del Consiglio frattanto ha lanciato un nuovo termine iconico, iniziatico all’ accelerazione della tecnica digitale (Next Generation You) espressione convincente ma del perché importata così, ci dobbiamo ancora -arrivare-.

Sarete chiamati ad essere le nuove generazioni tra il bello e cattivo tempo con la persuasione di un futuro che vi riguardi parecchio da vicino. Alla risposta degli assennati l’ auspicio è che il digitale non diventi l’ unica scelta per tutti i profili umani, campanello di allerta vibrante che sostituisce l’ intelligenza biologica dei giovani con quella flosciamente artificiale .

È ora non c’ è da preoccuparvi; la meritocrazia dei più bravi supera anche un secondo tempo sospeso.

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Gioventù Sprecata, il nuovo libro di ‘Alberto Magnani’

Il giornalista de il Sole 24 Ore Alberto Magnani presenta la nuova opera letteraria Gioventù Sprecata, perchè l’ Italia ha fallito sui giovani (Castelvecchi Editore).

Una narrazione accurata, congenita al mercato del lavoro in cui essere giovani nell’ Italia di Oggi è una colpa. Il precariato, il tasso di inattività e i dati di una ‘crisi’ ancora in atto.

Colpa della produttività

L’ Italia ha fallito sui giovani perchè non attenta alla valorizzazione delle risorse, così saltano le generazioni. Il nostro paese ha una grande capacità di formare i talenti: laureati, dottori di ricerca, diplomati, tecnici che non riescono ad essere assorbiti dal nostro sistema economico. Un vero e proprio abisso insoddisfacente.

(A.Magnani Il sole 24 Ore)

Sembra non uscirne più, una situazione lontana dall’ Europa che costringe i giovani alla rassegnazione e, sempre più spesso alla -fuga-.

di Giuseppe Rigotti

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