-Vi Leggo-/Felice Ma non ‘troppo’

Antonio Cozzolino, 24 anni vive in Inghilterra

Mi chiamo Antonio e sono napoletano, da qualche anno mi sono trasferito in Inghilterra e qui ho trovato la mia dimensione… o quasi. Subito dopo il diploma in ‘Grafica e Comunicazione’ ho provato a cercarmi un lavoro e la risposta che ricevevo al colloquio era sempre la solita e cinica:

“ Hai già esperienza? Ci dispiace, ma cerchiamo qualcuno che abbia già esperienza”

Così ho proseguito e mi sono imbattuto in un primo lavoro disponibile il -call center- per poi scoprire alla fine del mese che si trattava di un lavoro sottopagato e svilente. Sono andato avanti per qualche mese, dopodichè avevo voglia di smettere e così ho fatto. Trascorsa quest’ esperienza per me (negativa) ho affrontato ulteriori appuntamenti di lavoro, ma avevano la stessa faccia della medaglia, ambigui per flessibilità e retribuzione.

La svolta decisiva

Era un lunedì mattina quando mi squilla il cellulare, rispondo immediatamente. A telefono c’ è Luca il mio migliore amico di classe a scuola ( entrambi esclusi dal mercato del lavoro). Ricordo bene quella conversazione telefonica, per oltre un’ oretta discutemmo angosciati per prendere la fatidica decisione: Andare in Inghilterra, precisamente a Londra ‘città’ piena di risorse e opportunità per i giovani. In due era più semplice -pensammo-.

Ricordo che i miei genitori non volevano che partissi, erano preoccupati… ma poi tutto si conciliò.

Bene, non è stato affatto facile (potete immaginare) soprattutto quando parti con la consapevolezza di non sapere cosa troverai dall’ altra parte, ma avevo una gran voglia di farcela, di non tornare subito indietro dopo aver lasciato i cari affetti. A distanza di anni ci sono riuscito e qui sembra tutto andare più veloce. Sono qui a Londra da appena 5 anni, adesso parlo bene la lingua; ho iniziato a lavorare in diversi ristoranti Italiani come cameriere fino a cambiare all’ estremo e diventare un abile magazziniere. Ho finalmente maturato una buona retribuzione mensile, una casa in affitto e mi sono ambientato al clima e alla gentilezza degli inglesi. -‘Ma sapete cosa voglio dirvi?’-

Che ad Oggi sono felice ma non ‘troppo’. Vi spiego, mi manca la famiglia, il dialetto, gli amici del luogo, il cibo con le passeggiate e la veduta -mare- della mia Napoli. Una città forse difficile, ma accogliente ed a cielo aperto dove le tradizioni sono così autentiche da far gola a tutti.

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